Tra la psiche e l’intestino crasso

Il legame che unisce il cervello e l’intestino è un fatto ormai conclamato che spinge sempre più dottori ad approcciarsi allo studio di disturbi intestinali sotto un’altra ottica. La pluralità dei problemi associati alla digestione e alle patologia connesse con l’apparato gastro-intestinale, oggi non possono essere studiati come la mera osservazione dei sintomi e delle cause legate ad un fenomeno. E’ stato dimostrato come gran parte delle patologie avrebbero potuto essere risolte soltanto incrociando i dati empirici con le informazioni collegate con lo stato emotivo del paziente.

La colite psicologica

Uno tra gli esempi più pertinenti che spiegherebbero come le emozioni e particolari stati nervosi possono sviluppare o accentuare dei traumi a livello di intestino è la colite nervosa. Si tratta solo di un altro modo per definire la colite spastica, in modo tale da sottolineare il collegamento diretto tra salute psicologica e sintomi di infiammazione delle pareti intestinali. Diversi studi hanno fatto emergere come esistano delle situazioni emozionali tali da influenzare la salute della flora batterica e la presenza dei tipici sintomi di colite in un soggetto. Dove spiegazioni di tipo genetico non riuscivano a giustificare una determinata irritazione delle mucose, arrivava invece una motivazione di tipo psicologico. Lo sanno bene quelli di http://www.colitesintomi.it/ dove, una serie di articoli ed approfondimenti, vengono dedicati a questa tematica. Si è compreso, in linea di massima, che una serie di problematiche potessero essere studiate e conseguentemente curate, grazie ad un’indagine sulla sfera emotiva del soggetto. Anche se può sembrare strano ma, oltre all’analisi delle abitudini alimentari del paziente, sarebbe risultato assai utile studiare i rapporti interpersonali in ambito famigliare e lavorativo per capire a fondo l’origine di malesseri intestinali simili alla colite.

Rapporti in famiglia e sul lavoro

E’ stato dimostrato che non tutti gli individui reagiscono nello stesso modo, anche se mess di front alla stessa situazione. Esistono soggetti per cui piccoli screzi tra fratelli possono divenire fonte di sofferenza interiore non indifferente e portare ad un progressivo ammalarsi dell’organismo. L’asse cervello-intestino può determinare fenomeni altrimenti inspiegabili. E’ per questa ragione che un buon gastroenterologo è considerato quasi sempre , anche un valido psicologo. Il professionista contattato per sanare l’irritabilità del vostro colon non dovrà essere un “amico paziente”, propenso all’ascolto, ma anche indagare sulla qualità delle vostre relazioni famigliari. Si è dimostrato come risolvere i conflitti in famiglia, stemperare l’accumulo di tensioni emotive, possa essere un passo propedeutico alla cura della colite.

Un discorso analogo va fatto pure con l’agitazione creata dai soprusi vissuti sul posto di lavoro o con quelle piccole ingiustizie che minano alla nostra serenità, quando lavoriamo.

Si tratta comunque di situazioni potenzialmente critiche che in caso di pazienti con intestino già indebolito o con principi di stitichezza, possono far degenerare situazioni difficili in una colite di carattere ulcerativo.

Conclusioni

Il consiglio è quello di non sottovalutare mai fattori come lo stress e l’insoddisfazione quanto ci approcciamo ad un trattamento anti colite. Non + un caso se, tra i suggerimenti più efficaci, viene osservato come la pratica di pilates e i massaggi rilassanti possono apportare grandi benefici sulla salute dell’intestino, perchè in grado di distendere i nervi e allontanare le preoccupazioni nella testa.