Cosa accade quando decidiamo di trasferirci all’estero

Gli italiani continuano ad emigrare ogni anno numerosi. Oltre alle mete classiche più gettonate come Inghilterra, Germania, Francia e Spagna, per restare all’Europa, è in aumento il numero di italiani che decidono di trasferirsi a vivere a Budapest, in Ungheria”. Quando si inizia una nuova vita all’estero, molto spesso, è particolarmente complesso abituarsi da un punto di vista psicologico. Nella psiche umana, infatti cambiare totalmente territorio e di conseguenza vita e lavoro, è comunque un forte choc a livello emotivo per chiunque decida di intraprendere questa strada.

Emigrare infatti, rappresenta in ogni caso una crisi per chi vive questo passaggio in quanto si chiude la porta di quello che è stato conosciuto finora ed inizia una nuova esplorazione di un mondo estraneo. Alcune persone vivono questo cambiamento in maniera negativa, altri invece lo vivono in maniera positiva: tutto dipende dal modo in cui si decide di aprirsi verso l’estraneo e l’inesplorato.

Nella decisione di emigrare di solito si prendono in considerazione tutti i vantaggi relativi alla possibilità di sviluppare la propria vita a seconda dei sogni che si intendono seguire, ma molto spesso ci rendiamo conto solo tardi di quali possono essere invece le perdite e quindi i contro nel cambiare totalmente ambiente e territorio nell’arco di pochi giorni.

La prima cosa che accade è di scontrarsi con un senso di perdita generale del sé e di tutte le proprie relazioni importanti, e poi si rischia di trovarsi in una sensazione di confusione rispetto a non sapere da dove iniziare o cosa fare. Da non sottovalutare, anche la presenza costante di stati di ansia che possono influenzare la vostra esistenza, garantendo anche un senso di impotenza che non è piacevole.

Molti giovani che si trasferiscono all’estero hanno riferito di aver sentito un senso di isolamento e nostalgia e di solito tendono a perdere interesse per le situazioni di politica o per quelle sociali. In alcuni casi si è sviluppata anche una sorta di rabbia e di aggressività verso la cultura che ospita la nuova vita e possono capitare dei momenti di malessere generale.

Il modo in cui ci si rapporta alla vita in una nuova città, dipende anche dal modo in cui viviamo il luogo del lavoro. Se il luogo di lavoro ci crea dei problemi di discriminazione, oppure di emarginazione sarà davvero difficile riuscire ad integrarsi. Per cercare di superare questi momenti di difficoltà, quando si sceglie di trasferirsi in una città straniera si può decidere di intraprendere una vera e propria riflessione su se stessi.

Se vi rendete conto che il vostro malessere è passeggero, allora, dovete cercare di aprirvi e cercare di integrarvi, fare nuove amicizie, fino a trovare il proprio posto nella nuova città. Se il problema, invece è il lavoro, allora non resta che cercarne uno nuovo. Il cambiamento molto spesso spaventa anche per le difficoltà di una nuova lingua che quindi deve essere una delle prime lacune da colmare, magari attraverso dei corsi che potrebbero aiutarvi e potrebbero anche darvi la possibilità di conoscere dei vostri connazionali che vivono il territorio e potrebbero vivere in quel momento le vostre stesse difficoltà e quindi potrebbero esservi di aiuto. La cosa importante quindi è non mollare subito, ma cercare prima possibile delle soluzioni che potranno, nel breve termine, aiutarvi a superare una fase passeggera.